Orientarsi nei mercati finanziari
La situazione
economico-finanziaria influenza ogni aspetto della vita quotidiana: per questo
motivo è importante pianificarla e gestirla con un professionista serio e
preparato.
Con più di 30.000 prodotti
finanziari sul mercato, trovare quello più adatto può diventare lungo,
frustrante e costoso. Purtroppo qui stiamo parlando di “prodotti”, che rappresentano
quasi sempre costose scatole preconfezionate
che vanno ad alimentare l'industria del risparmio gestito (banche, società
assicurative, SIM).
Oggi, grazie all’aiuto
di un Consulente Finanziario Indipendente da istituzioni finanziarie,
la soluzione è a portata di mano.
Soltanto un Consulente
Indipendente può offrire una consulenza esperta e non “di parte”, mettendo in evidenza i reali costi dei prodotti finanziari
(onerose parcelle che vengono prelevate quotidianamente dal patrimonio del
cliente) e le inefficienze degli stessi.
Lo Studio trova soluzioni
personalizzate, composte da strumenti efficienti
(non prodotti), alle quali l'investitore può tranquillamente accedere tramite
la propria banca di fiducia.
Ovviamente, trattandosi di
strumenti efficienti (pertanto privi di costi), nessun operatore
tradizionale (promotori finanziari, private banker,
agenti assicurativi, operatori bancari e postali, mediatori creditizi) li
consiglierà, in quanto non remunerativi in termini di provvigioni di vendita.
Gli strumenti consigliati sono gli stessi che vengono
utilizzati dagli investitori istituzionali nella gestione del portafoglio
di proprietà.
L’investitore viene assistito nell’interazione con la propria banca
di fiducia dove è possibile acquistare qualsiasi strumento efficiente negoziato
sui mercati.
Ciò consente di mantenere
inalterato il rapporto con il proprio istituto di credito, rafforzando il proprio potere contrattuale nella consapevolezza delle
proprie scelte.
Tra i vantaggi immediati,
si potrà constatare la forte riduzione dei costi (fino all’80%) che gravano sui propri investimenti
Ma vale la pena affidarsi alla consulenza
indipendente?
Il Cliente potrebbe
ritenere inutile pagare una parcella, o meglio considerare ciò un onere non
necessario. Se il Cliente ha le competenze professionali e l'esperienza
in materia finanziaria necessaria per fare da solo ciò è sicuramente vero;
certamente però avere tali competenze è differente dal pensare di averle, e le
conseguenze di un investimento errato dei nostri risparmi sono facilmente
immaginabili. L'importanza del denaro nella realtà della vita
fa suggerire una prudenza e un’accortezza maggiore.
I dipendenti delle banche
o delle altre società finanziarie forniscono consigli che sono legati alla
vendita dei prodotti di tali società, ma tali consigli
possono sostituire una consulenza indipendente? I costi che il Cliente paga
acquistando i prodotti consigliati sono necessari e contribuiscono
a mantenere tutti i dipendenti e tutta la struttura della società;
evidentemente la quasi totalità di essi non possono essere economici per il
Cliente, altri prodotti più economici e vantaggiosi non gli vengono proposti ma
vengono venduti solo su richiesta ripetuta ed esplicita del Cliente stesso. La
possibilità di consigliare prodotti economici e a maggiore profitto è alla base
della consulenza, che altrimenti non avrebbe ragione di esistere, e ripaga
ampiamente il costo della parcella nel tempo.
Un altro valore aggiunto
della consulenza è nell' esame attento delle esigenze
del Cliente. Nelle grandi banche o nelle società finanziarie non si ha quasi
mai il tempo nè l'interesse ad esplorare in dettaglio
le esigenze del Cliente e la sua reale situazione del momento. Il rischio di venire indirizzati verso strumenti preconfezionati o
inefficaci che non risolvono le specifiche esigenze reali è notevole, con il
risultato di aver impegnato tempo e denaro per qualcosa di non necessario.
Il Consulente
Indipendente non ha alcun interesse nelle soluzioni che consiglia, in quanto il
suo compenso – come per qualsiasi altro professionista – consiste in una parcella
commisurata alla prestazione erogata, il cui importo è
una minima parte del guadagno/risparmio ottenuto dal cliente grazie
all’efficienza delle soluzioni proposte.
La parcella del
consulente fee-only è sempre di
gran lunga inferiore rispetto ai prelievi praticati dalla banca, assicurazione o SIM direttamente dal conto del
risparmiatore a fronte degli investimenti effettuati. Purtroppo il
risparmiatore spesso non è a conoscenza dell'ammontare effettivo prelevato e
non sa a quali tipologie di prelievi è soggetto (è importante sottolineare che lo stesso venditore non è in grado di
quantificare con esattezza l’ammontare dei costi che gravano sul patrimonio del
cliente in quanto lui stesso non ne è a conoscenza e tali informazioni non
rientrano nelle sue competenze).
Banca, promotore e
private banker, pertanto, si pagano e si pagano caro, come dimostra la tabella che evidenzia
i costi che mediamente gravano su un portafoglio finanziario (fonte
Consultique). Va comunque
detto che il problema non è rappresentato dai costi di per sé, ma dal
fatto che spesso si sostengono in maniera ingiustificata.
| Patrimonio | Min | Max |
|---|---|---|
| 100.000 | 3.000 | 4.000 |
| 200.000 | 6.000 | 8.000 |
| 300.000 | 9.000 | 12.000 |
| 500.000 | 15.000 | 20.000 |
| 700.000 | 21.000 | 28.000 |
| 1.000.000 | 35.000 | 40.000 |
| 2.500.000 | 75.000 | 100.000 |
Il concetto di "costo
occulto" è motivato dal fatto che spesso ci sono dei costi
che i risparmiatori sopportano senza esserne a conoscenza.
Vediamo pertanto quali
sono i costi principali che gravano sui prodotti di investimento, tenendo
in considerazione che le stesse logiche le potremmo seguire
per capire meglio come valutare un prodotto assicurativo, oggi, con le
importanti riforme di prossima applicazione, di non minor importanza:
- costi legati ai prodotti
- commissioni di negoziazione
- commissioni di gestione
- commissioni di amministrazione
- commissioni di performance
- costi legati alle scelte dei prodotti
se non efficienti implicano costi aggiuntivi
occulti; ad esempio:
l’acquisto di un’obbligazione a prezzi non di
mercato; l’utilizzo di fondi gestiti male (non riescono nemmeno a seguire il benchmark).
E' così che ciò che viene percepito come gratuito in realtà si paga salato!
