Il Parere
Questa sezione si propone di fornire
pareri o consigli utili in relazione ai comportamenti da assumere in generale in materia finanziaria o in particolare nella scelta di uno o più prodotti.
ALCUNE REGOLE DA SEGUIRE PER UNA CORRETTA GESTIONE DEI PROPRI RISPARMI
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Chiarirsi le idee su cosa si vuole dai propri soldi (l’acquisto della casa, gli studi dei figli, una pensione serena, l’accrescimento del capitale, ecc.), che equivale a dire pianificare i propri obiettivi, e investire di conseguenza:
- protezione dall’inflazione per il capitale che si prevede di utilizzare nei prossimi 3-5 anni (obiettivo a breve-medio termine);
- investimento solo per i soldi che sicuramente non servono nei prossimi 3-5 anni (obiettivo a medio-lungo termine). -
Non confondere un rendimento nominale con il rendimento reale. Se il nostro obiettivo è semplicemente quello di proteggere nel tempo il capitale investito, ricordiamoci di considerare sempre i dati sull’inflazione. Il rendimento che conta infatti, è quello reale, ossia la differenza tra il rendimento nominale ottenuto (quello che ci dicono i meri numeri) e l’aumento dei prezzi avvenuto nello stesso periodo. Sicché, vedere scritto più due, più tre o più quattro per cento, in tempi di inflazione alta, non significa necessariamente avere guadagnato.
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Prendere sempre tempo. Non sottoscrivere mai investimenti subito dopo che il venditore (in banca o il promotore finanziario) ha terminato la descrizione. Diffidare sempre dagli investimenti che devono essere compiuti entro una certa data (evitare di fare scelte d’investimento dettate dalle pressioni commerciali). Richiedere sempre copia di tutta la documentazione (prospetti informativi) e leggerla con calma. Firmare solo dopo aver compreso ogni aspetto della documentazione letta. Se il venditore non vuole fornire questa documentazione escludere a prescindere l’investimento.
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Evitare di sottoscrivere prodotti complessi di cui non si comprendono il funzionamento e il grado di rischio.
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Non investire in singoli titoli azionari, nè in obbligazioni che non siano emesse da Governi affidabili. Si corrono solo dei rischi aggiuntivi che non sono ripagati da adeguati rendimenti medi attesi. Diversificare sempre in titoli di più emittenti.
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Non investire in strumenti non quotati. Questa semplice regola preserva da moltissimi problemi. La quotazione in un mercato finanziario regolamentato non solo offre la liquidabilità dell’investimento, ma preserva anche da tanti strumenti finanziari inutilmente costosi e talvolta poco trasparenti (come i fondi comuni d’investimento non quotati, le gestioni patrimoniali in quote di fondi, le unit-linked, le varie obbligazioni strutturate e tutte le diavolerie dell’ingegneria finanziaria che gli intermediari inventano per far pagare commissioni ai propri clienti).
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Non utilizzare prodotti finanziari generalmente definiti ”a capitale garantito”.
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Evitare di fare scelte d’investimento dettate dall’emotività o dalle “mode”: l’investitore non professionale corre il rischio di cadere nella trappola dell’euforia nelle fasi di mercato crescente e di lasciarsi contagiare dal pessimismo nelle fasi di mercato depresso. Questi atteggiamenti lo inducono ad esporsi ai mercati azionari quando il trend al rialzo è ormai giunto al capolinea e ad uscirne con perdite pesanti quando, colto dalla sfiducia tipica di chi vede i propri investimenti perdere rapidamente valore, la situazione ha ormai scontato lo scenario peggiore e gli indici si trovano su livelli ai quali sarebbe conveniente investire. Non tentare di acquistare l’azione “giusta” o di entrare e uscire nel “momento giusto”. Chi dice di esserci riuscito, il più delle volte è un bugiardo.
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Per accantonare risparmi. Non utilizzare polizze vita (sono inutilmente costose). Vi sono altri strumenti e altre modalità ben più economiche ed efficienti. La gestione del risparmio, in Italia, costa mediamente il 3% annuo. Nel lungo periodo, questo costo ha un impatto drammatico sul rendimento composto effettivo.
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Se si avverte la necessità di una consulenza. È raro ricevere consulenza vera dai funzionari bancari o dai promotori finanziari: la loro funzione principale è quella di vendere prodotti finanziari. Sono in conflitto d’interesse e possono, al massimo, fornire consulenza strumentale alla vendita dei prodotti. Esistono pochi consulenti d’investimento indipendenti in Italia. Prima di affidarvi a qualcuno di loro, assicuratevi della loro professionalità: in Italia chiunque può dichiararsi consulente d’investimento indipendente senza avere nessun requisito per esercitare la professione.
